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MELOGRANO – L’albero portafortuna
(Punica granatum)

Specie originaria dell’Asia Occidentale, presente sin dall’antichità nel Caucaso e nell’intera Macchia mediterranea. Pianta dalle numerosissime varietà, solitamente differenti per dimensione, colore e periodo di maturazione, oltre che per la dolcezza dei frutti. I fiori sono di un vivo colore rosso e presentano tre-quattro petali, la fioritura avviene a maggio. Il frutto viene chiamato melagrana e viene coltivato da millenni. Il termine melagrana deriva dal latino: “malum” (mela) e “granatum” (con semi). In ogni melagrana sono presenti circa 600 semi chiamati Arilli. Sono raggruppati in partizioni racchiuse da una membrana giallastra molto resistente. Nei sentieri del Garden vi sono due tipologie:
– il “Melograno da frutto”, che presenta spine sui rami;
– il “Melograno da fiore” che, privo di spine, produce anch’esso frutti, ma di dimensione inferiore.
Non sono utilizzati per il consumo a causa del loro gusto acerbo. I fiori sono di dimensione più grande rispetto a quelli da frutto. Nel tempo, il Melograno ha assunto diverse valenze simboliche. Per i Babilonesi, il frutto era segno di invincibilità: lo associavano infatti alla figura di Ishtar, dea della guerra. Nell’antica Grecia rappresentava invece la fertilità ed era la pianta sacra di Venere e Giunone, dea protettrice dei matrimoni fecondi. Anche i Romani gli hanno attribuito la stessa simbologia: le spose, nella loro cultura, intrecciavano i rametti della pianta come augurio di fertilità. Il Melograno viene più volte richiamato anche nelle tradizioni religiose: per gli Ebrei è simbolo di produttività e ricchezza perché il frutto contiene molti semi, tanto che nella Bibbia viene più volte citato come uno dei sette frutti della Terra Promessa. Ai giorni nostri, la tradizione ci insegna che donare una melagrana a Natale e consumarla insieme alla famiglia nella notte di San Silvestro è simbolo di buon auspicio per il nuovo anno.